Recupero Crediti

(Recupero Crediti e Procedure Esecutive)

Argomento sempre più in voga nel periodo attuale è quello legato al recupero dei crediti maturati, per cui il ricorso alle procedure legali in tema di “recupero crediti” è l’alternativa maggiormente percorribile se non si sono ottenuti risultati idonei in fase stragiudiziale.

Un’azione legale in via giudiziale che sia giustificata, passa da una attenta analisi in fase stragiudiziale con la quale si individui o un capitale o dei beni pignorabili in grado di coprire il credito insoluto e giustifichi l’investimento iniziale che il cliente deve affrontare per il raggiungimento del suo obiettivo.

Le due fasi (stragiudiziale/giudiziale) si seguono e prevedono differenti modalità operative:

AZIONE STRAGIUDIZIALE – L’attività di recupero crediti consiste in sostanza in una diffida ad adempiere a mezzo di lettera raccomandata con la quale viene intimato al debitore il pagamento della somma dovuta entro una data stabilita, al termine della quale nell’eventualità di un esito negativo si potrà decidere a procedere ad un’azione giudiziaria a carico del creditore con il conseguente addebito di tutti i maggiori oneri.

AZIONE GIUDIZIALE – L’attività di recupero crediti attraverso l’azione giudiziale consiste in sostanza attraverso il deposito di un ricorso per ingiunzione, ed essendo questo un procedimento sommario in tempi mediamente brevi si potrà ottenere un titolo esecutivo con il quale si potrà agire in via esecutiva contro il soggetto debitore insolvente. Bisogna tenere assolutamente conto che tale procedimento è però esperibile solo in determinate condizioni previste dall’art. 474 c.p.c.: il credito deve essere certo (cioè dev’essere provato per iscritto mediante contratti, fatture, o altra documentazione), liquido (cioè sicuro nel suo ammontare) ed esigibile (il termine di pagamento deve essere già scaduto).